31.8.19

Due occhi rossi e gonfi si spalancano improvvisamente nel cuore della notte, come ogni fottutissimo giorno, il mio sonno non è sereno. 
No, non ho fumato nulla prima di rifugiarmi tra le lenzuola del nuovo materasso, neanche una delle due sigarette che fumo durante il giorno. 
È un tranquillo sabato mattina e fuori è ancora buio. Sono stanca ma non so proprio starmene ferma a letto, le mie gambe e la mia testa mi stanno dicendo di andare a camminare, ora più che mai, chissenefrega se tutti dormono, se non ho fatto colazione, se sono struccata e gli occhi fanno fatica a stare aperti. Ho la mente invasa di pensieri e la pelle ha bisogno di sentire altre sensazioni. 
Mi vesto alla svelta, un paio di leggins neri e una canotta bianca, come sempre le vie di mezzo non esistono. Prendo le chiavi, le cuffiette e con i capelli malamente raccolti scendo di corsa le due rampe di scale per arrivare finalmente nel piccolo sprazzo d’erba che c’è fuori dal condominio. 
Prendo fiato e parto con il sole che sorge, l’aria fredda e un passo decisamente troppo veloce per il cardio mattutino.

Sto passando le giornate in silenzio. Sto imparando ad apprezzare il vuoto attorno a me anche se, non raccontiamoci balle, è difficile a tratti impossibile. 
Non ho voglia di parlare, non ho voglia di vedere nessuno, non ho più voglia di cercare le persone a cui una volta scrivevo un giorno sì è uno anche, sono stanca di tutto questo. Chi vuole esserci c’è, c’è sempre indipendentemente da dove siamo e da cosa stiamo facendo. 
Io per ora me ne devo stare per i cazzi miei. Punto. 
Contemporaneamente il mio corpo, che sia mai possa collaborare un pochino a farmi stare meglio, mi dice costantemente che ha bisogno di qualcuno. Ogni giorno, ogni ora, ogni attimo in cui chiudo gli occhi. È difficile da spiegare, è ancora una volta no, non ho fumato, ma sento cose che mi sfiorano. Le gambe, i piedi, le braccia.. sarò pazza. Magari, almeno potrei darmi delle spiegazioni razionali. Tutta questa confusione che ho in testa mi sta facendo brutti scherzi. Praticamente sento esattamente quello che vorrei sentire, una persona accanto a me (non una qualunque, non il trombamico di turno) ma LA persona. La sento ma non so chi è e ovviamente non c’è. 
Boh.
Ci rinuncio a capire una cosa simile..

Cammino da diversi chilometri, il sole sale e inizia a baciare i belli, ovviamente io cammino all’ombra. 

Silvia

 

27.8.19

Dettagli

Are you proud of who you have become?

Uno zig zag di cicatrici ormai bianche e poco visibili si trova nel bel mezzo del mio esile avambraccio destro.
Una, due, tre, quattro e non so quante altre volte mi scotterò con le roventi teglie del forno, un po’ per sbadataggine, un po’ per fretta (che di pazienza non ne ho mai avuta troppa).. mi scotto, urlo a denti stretti, alzo gli occhi al cielo e faccio un respiro profondo, poi mi mordicchio la pelle bruciacchiata e continuo a fare il mio lavoro.
 Ricomincio sempre da capo, dalle basi, dal pesare gli ingredienti nelle ciotoline disponendole secondo un ordine ben preciso sul banco, ricomincio dall’impastare a mano frolla dopo frolla, divertendomi a cambiare qualcosa, magari la farina, altre volte gli aromi.. e mi piace, tanto, mi rilassa e non mi fa pensare ad altro, e chissene frega se anche domani mi scotterò mentre assaggio di nascosto un biscotto bollente, so che arriverà il giorno in cui le bruciature saranno solo un lontano ma chiaro ricordo, sono le tappe del percorso, le lezioni da imparare, quello che ti fa crescere e che ricorderò sempre con il sorriso (imprecazioni a parte)

E si, sono felice della persona che sto diventando, scottata e segnata da quello che la vita mi ha messo davanti, dalle difficoltà che ho affrontato (anche se qualcuna poteva risparmiarmela..), ma soddisfatta di come le ho affrontate e della forza che ho dimostrato a me stessa di avere quando c’è n’era bisogno. 
È il momento di guardare avanti che sono sicurissima, più o meno, diciamo che lo spero proprio tanto, che quest’anno arriveranno belle cose.. me lo sento, come sento che dovrei coltivare altre passioni, come sento che sto bene quando sto con determinate persone e in determinati luoghi. Sento di non essere sola, conto solo su di me ma se mai avrò bisogno di una mano so per certo di aver trovato persone uniche che mi affiancheranno. Raramente sento un battito sali nello stomaco (quante altre volte ancora?).. ma non ci penso, dura poco e poi passa subito, credo sia forse solo la dieta troppo rigida che sto seguendo. Tempo al tempo. Stavolta non commetterò gli stessi errori, con calma cucinerò qualcosa di nuovo, dolce o salato poco importa.
Impiatterò qualche delizia, stando attenta ai dettagli perchè sono quelli che fanno la differenza, nei piatti come nella vita di tutti i giorni.
Io, poi, sono maniaca per questa cose.. osservo tutto, molto, forse a volte anche troppo. Ma mi perdo nelle parole non dette, negli sguardi rubati, nei movimenti veloci e nervosi delle mani altrui. E ascolto, ascolto quello che mi dice la gente e i consigli che mi da, perchè da un solo parere, da un libro da un film o qualsiasi cosa credo si possa capire molto di una persona. Il segreto è andare oltre, oltre alle maschere che iindossiamo, io per prima ne ho molte, lunatica come sono non potrei non averne. Eppure, sebbene il mio sesto senso non sbagli quasi mai (purtroppo), amo andare oltre..

Dettagli.

un pezzetto di foglia d'oro nei dolci, un paio di fiori nelle bowl che mangio a colazione, un gioiello scelto con cura e abbinato ad un'altro, una maglia del colore degli occhi, una parola scelta appositamente al posto di un'altra, un sorriso, le mie mani che riordinano instancabilmente le  bustine di zucchero poste nel tavolino del bar quando sono nervosa e felice, il toccarmi continuamente i capelli.. piccole cose che parlano molto più delle parole ma a cui troppa poca gente da importanza.
le matite ordinate secondo tonalità, la scelta di un piatto, l'inquadratura di una foto, un pezzo di una canzone,.. Amo perdermi nell'osservare queste cose.

Non sono seduta alla solita scrivania, ma beatamente spalmata sul divano bianco, sommersa da cuscini più grandi di me. Mangiucchio mandorle per noia e guardo fuori dal balcone la notte stellata senza luna, probabilmente nascosta sotto qualche nube passeggera di fine agosto. Le tende bianche, troppo lunghe per questa piccola stanza, si muovono lentamente e un dolce venticello entra dalla finestra mentre la mia mente ricorda che domani dovrò pulire i vetri senza trovare qualche nuova scusa a me stessa. 
Finalmente il bimbo dell’appartamento affianco ha finito di piangere e un silenzio quasi surreale mi circonda. 
Sto iniziando ora, dopo diversi giorni, a rendermene conto. È tutto così strano, uno strano bello. Quell’ansietta di qualche settimana fa se n’è andata e ora sta lasciando spazio ad una strana solitudine fatta di pensieri e serenità. Ho mille idee per la testa, mille cose da fare ogni giorno, qualche nuovo dolce da provare, dei libri da leggere, delle cose da comprare per arredare a modo mio queste quattro mura che mi ospiteranno per diverso tempo. 
Non ho tempo, o meglio, ne ho parecchio, per me e per quello che mi interessa. Ancora qualche settimana di assestamento e poi inizierò qualcosa di nuovo. Prima un po’ di inchiostro nella pelle per iniziare un nuovo capitolo e poi si va.

Quel momento che tanto aspettavo da anni è arrivato e con un po’ di stanchezza è un lieve nota di malinconia, sorrido a questa nuova esperienza.

Silvia


11.6.19

Draghi al grano saraceno e mandorle - respiro

Scrivo da sotto il sole cocente, che mi scalda il lato destro del corpo mentre un vento sottile e fresco mi scompiglia i capelli e fa arrivare a riva le onde del mare.
E' ormai tardi, la gente sta rientrando a casa, tutti levano le ancore dei loro asciugamani e si preparano al lungo viaggio di ritorno che li aspetta , lunghe  le code di macchine che intasano le strade.
Io mi sono appena svegliata, che il mare mi rilassa.. non mi fa impazzire l'acqua, lo sapete bene, per non parlare della sabbia che proprio non sopporto. Eppure quest'anno ci sono già stata diverse volte, in compagnia delle conchiglie e del rumore del mare.
La spiaggia brulicava di gente fino a pochi minuti fa e i bimbi dell’ombrellone affianco schiamazzavano a squarciagola e correvano in lungo e in largo riempiendomi di sabbia e di goccioline d’acqua che se ne andavo dai loro costumi.
Decido dopo poco di andarmene pure io.. che il le mie gambe sono ormai stanche di starsene immobili a far nulla.

25.5.19

Mela verde, yogurt greco e menta

Camminava tranquilla per strada, ai piedi un paio di sneakers comode, tra i capelli rossicci e mossi dei fiori raccolti nel giardino di nonna. Non aveva la benchè minima idea di dove stesse andando, semplicemente sentiva il bisogno di passeggiare in solitaria, di lasciar scorrere i pensieri e di cercare un po' di ispirazione per qualche nuovo dolce tra le verdi foglie degli alberi mosse dal vento. 
Ama il sole anche se in realtà preferisce di gran lunga la pioggia così come ama il mare ma prova uno strano senso di inadeguatezza nei confronti dell'acqua. E' così da sempre, dacchè la sua mente lo ricordi, le lascia del vuoto dentro, un po' di malinconia ma sopratutto una sensazione di impotenza mista a curiosità verso qualcosa che non conosce..

19.5.19

Yuzu, fragola e pistacchio - koi no yokan

E capisci di stare nel posto giusto quando ti torna la voglia di cucinare, di scattare le foto ai piatti, di raccontare una storia e di ridere, non di sorridere, ma di ridere di gusto, di parlare del più e del meno. Di curare i dettagli e di non lasciare nulla al caso.


12.5.19

Grovigli di cioccolato - fondente, caramello salato e vaniglia

Non ti puoi perdere nel bosco, se non ci vai mai nel bosco.

Scorrono le giornate senza neanche che io me ne accorga. Sto distesa al buio, sotto un lenzuolo troppo leggero per questa primavera che si fa desiderare. I miei piedi gelidi come sempre intrecciati tra loro cercano di scaldarsi mentre la felpa di A., che mi fa da vestito, abbraccia il cuscino. E' sera e si sentono fuori dalla finestra i grilli far concerti.. in sottofondo i miei giù in cucina stanno discorrendo delle solite questioni noiose e argomentando le notizie della tivù. Ai piedi del letto un cumulo di vestiti pari a quasi metà del mio armadio aspetta di essere messo in ordine e mi riprometto, come ogni santo giorno, che domani sistemerò tutto.
Al di là dei vestiti sparsi per la camera, le mensole e la scrivania sono vuote. Ho fatto sparire tutti i libri, le statuette, i peluche e pure la maggior parte delle foto che occupavano spazio e prendevano polvere da tempo. Via i quadri dalle pareti. Fosse per me, presa da un raptus di leggera pazzia, avrei tolto anche le tende ma mamma dice che non si fa, quindi pace, quelle rimangono a patto che ben presto cambino colore: il giallino mi sta dando alla nausea.
Di tutte le cianfrusaglie che spopolavano in camera, a parte qualche orecchino abbandonato sul comodino, un paio di bottiglie d'acqua e pochi oggetti dimenticati quà e là, rimangono a disturbare la sensazione di apparente ordine solo i quattro fili di origami appesi al lampadario che, ad ogni soffio di vento, si aggrovigliano tra loro..

4.3.19

Chi si scotta con la minestra soffia anche sull'insalata

Credo sia arrivato il momento di fare un po' il punto della situazione. 
In findo in fondo devo qualche spiegazione alle persone che seguivano questa pagina, che leggevano settimanalmente le mie storielle e sfogliavano le foto dei dolci che sfornavo.

Mi trovo ora seduta dal lato opposto della scrivania da cui scrivevo di solito, una tastiera nuova, uno schermo più piccolo e una finestra che dá nel cortile al posto della parete di libri di fronte a me. Coincidenze o no sembra che tutto questo mi stia a dire di guardare le cose sotto un'altro punto di vista, come se fosse giunto il momento di cambiare rotta e iniziare qualcosa di nuovo.
Avete presente quando dopo un periodo nero dovete ritrovare quell'equilibrio interno, quella pace interiore che qualcosa, qualcuno, ha senza troppo pensarci sfasciato lasciandovi a piedi all'aria? ecco.. mettiamo che gli ultimi sei mesi della mia vita siano stati dediti a riordinare questo fantastico groviglio di emozioni, per nulla positive, che ho pian pianino affrontato.
Che poi forse il tempo è l'unica cosa che davvero aiuta, il tempo e un po' di sano egoismo. 

Uno prende una bella batosta, ci sta male, cioè ci rimane proprio uno schifo (ma tralasciamo la descrizione di questa parte che può essere carinamente riassunta con la definizione di periodo di merda: vedo tutto nero e non mi ripiglierò mai più) e poi passa, e passa proprio tutto.. non te ne frega più di niente e di nessuno e si accende sopra la tua testa un'enorme insegna luminosa tipo quelle dei negozi cinesi, gialla e rossa, con su scritto "IO" e una freccia che punta propri sulla tua testa. Ecco fatto, dopo il periodo nero, blu pronfondo in cui avresti voglia di eclissarti, arriva un giorno in cui magicamente non te ne fotte più di nessuno e inizi ad essere la tua unica prorità.

Arrivata a questo punto praticamente riesci a camminare a testa alta su di un filo appeso a millemila metri di altezza, cioè davvero ti senti bene, ti orgsnizzi, ti fai tutti i giri che vuoi, la tua routine, i tuoi impegni, inizi ad andare dall'estitista dal parrucchiere e quella delle unghie e poi vai di shopping online di scarpe nuove, completini intimi da insossare non si sa con chi ma freganiente hai bisogno di coccolarti, di recuperare quell'affetto che ti era tanto mancato..
Fondamentalmente decidi di non piegarti più per nessuno, che di inculate ne hai già prese abbastanza e non hai voglia di ricaderci. Ti crei una nuova vita e tutto sommato sei anche soddisfatta di come ti sei ripresa e di quello che stai costruendo da sola.
Poi ovviamente, quando ti sei messa il cuore in pace e stai finalmente camminando in equilibrio senza l’aiuto di nessuno, beh giustamente le cose cambiano.. qualcuno senza neanche darti il minimo preavviso decide di mettere sottosopra tutto quanto, e il tuo stomaco va a puttane: altro che farfalle, magari.. carine e coccolose, nono ti prende proprio uno sciame d’api, uno stormo di uccelli che incasinano tutto quanto. 

E tu cerchi di non darlo a vedere, di comportarti come se niente fosse ma quella volta ti hanno fatto male. Ti hanno fatto maledettamente timida, che non sa esprimersi con le parole, e a volte fin troppo introversa, ma con un paio d’occhi che non lasciano  spazio all’immaginazione e che hanno già detto tutto quello che non volevi dire. Non sai mentire: proprio non se sei capace. 
La gente ti guarda e ti chiede cosa c’è che non va, ti chiede se è tutto apposto.. possibile che si notino così tanto i cambiamenti? Eppure hai poco da stupirmi.. te lo dicono tutti, le emozioni ti si leggono in faccia, così come le imprecazioni e tutto quello che ti passa per la testa. 
.. così quando, ormai giornalmente, ti fanno la fatidica domanda ti limiti a chiudere gli occhi, cosicché non possano tradirti, e a dire l’unica bugia credibile.. “Sisi, tutto ok, sono solo un po’ stanca” anche se è solo lunedì....

Comunque “chi si scotta con la minestra soffia anche sull’insalata”, e ti fai le ossa, ti scotti e vedrai che la prossima volta te ne stai più attenta..... forse.

Ho la testa che scoppia, le dita che scrivono veloci e di getto, mi manca la voglia di rileggere tutto e cercare un filo logico nel discorso. 

Tempo, per tutte le belle cose serve tempo.

Silvia

28.12.18

Ciambella supersoft allo yogurt

Strani sogni di persone con cui non parlo da tempo in situazioni ambigue e risvegli notturni.
La tipica notte di una ventitreenne qualsiasi. 
Appunti sui nodi di  Hartmann e una ciambella, cotta in un vecchio stampo di rame, soffice soffice soffice che sembra una nuvola. 


Fa un freddo cane, quel maledetto freddo umido che ti entra nelle ossa e ti ghiaccia anche le budella, ti fa battere i denti e ti annebbia la testa tanto che fai fatica a ragionare. 
Ho le mani secche ma ovviamente il bagno dove tengo la crema miracolosa è troppo distante e le mie gambe si rifiutano di collaborare.. fisso la pelle creparsi, già qualche taglio sta spuntando sulle nocche ossute e mi soffermo a guardare incuriosita il sangue che tra pochi attimi andrà sicuramente a macchiare il mio maglione bianco vista la mia sbadataggine. 
Sono stranamente turbata oggi.
Cerco di non pensarci ma un sogno stanotte mi ha fatto riposare decisamente male, peggio del solito visto che ormai non dormo MAI più di tre ore filate.
Mi sono svegliata verso le due, forse le tre non ricordo, col fiatone e scossa.. i miei erano da poco rientrati a casa dopo aver recuperato mia sorella da una festa chissàdove con chissàchi e vestita chissàcome. Probabilmente mi hanno parlato ma altrettanto probabilmente io non li ho ascoltati e sono andava giù in cucina a farmi la mia solita tisana della notte. Gelsomino e vaniglia, cinque goccie di limone e cinque di dolcificante, l'equilibrio prima di tutto.
Fa sempre un certo che rimanere svegli a certe ore anche se oramai c'ho fatto l'abitudine. Gatto dorme sul divano, sempre nel solito punto.. e ricordo di aver sentito strane storie in merito, qualcosa riguardante dei punti energetici del terreno che i gatti percepiscono e su cui amano passare il loro tempo, ma da cui l'essere umano deve starsene alla larga onde evitare l'insorgenza di particolari patologie (vedi Nodi di Hartmann); la luce posta sotto la cappa della stufa a legna è accesa, bianca e quasi invadente, illumina le bucce d'arancia lasciate seccare sul piano in ghisa. Al centro del muro un grande Occhio di Allah mi fissa mentre preparo con movimenti ormai automatici la calda bevanda.
Tutto tace ma la mia mente sta ripensando allo strano sogno che faticherò a rimuovere.
Si sente il solito vecchio orologio, un semplice quadrato nero con quattro sfere d'acciaio poste al centro dei quattro lati, niente numeri, solo le tre sottili lancette che con il loro ticchettio interrompono il silenzio della casa.


 Ciambella allo yogurt SUUPERSOFTTT:

3 uova grandi (200 g circa)
250 g zucchero semolato
150 g yogurt bianco ai cereali
125 ml olio
180 g farina 00
80 g fecola di patate
10 g lievito
sale
limone (buccia)

Preriscaldare il forno a 175°C, ventilato. Imburrare (tanto, se usate uno stampo di rame come il mio) e infarinare lo stampo a ciambella.
Montare le uova con lo zucchero semolato per almeno 10 minuti fino a quando saranno gonfie e spumose. Aggiungere in più riprese l'olio e lo yogurt, mescolando con la planetaria a velocità medio-bassa.
Unire in una ciotola la farina, la fecola, il lievito, a buccia del limone e il sale. 
Versare le polveri nel composto di uova e zucchero e amalgamare il tutto con dei movimenti dall'alto al basso utilizzando preferibilmente una spatola in silicone.
Versare nello stampo e infornare per almeno 45-50 minuti. Fare la prova stecchino e aspettare che il dolce sia COMPLETAMENTE FREDDO prima di sformarlo.

Per la ghiaccia basta mescolare un cucchiaio d succo di limone con dello zucchero a velo fno ad ottenere una crema liscia e abbastanza fluida.


Finisco di sorseggiare l'acqua calda e mi distendo sul divano, affianco al gatto.
Tra un paio d'ore tutta la solita routine ricomincia, meglio riposare.

Silvia


17.12.18

Composta di pere e vaniglia - ricordi d'infanzia

Non ho molti ricordi della mia infanzia, pochi e sconnessi.
Ricordo i pomeriggi passati all'aria aperta, a correre nel giardino di casa mia, circondata da gatti e da un paio di pastori tedeschi cresciuti con me, mamma e figlio, che mi proteggevano e giocavano tra l'erba umida. Maya e Ares si lasciavano accarezzare, innocui, nonostante la loro figura imponente se paragonata a quella di una bimba di pochi anni. Zampettavo a piedi scalzi, che le scarpe non le ho mai sopportate, tra la terra fresca del campo provocando la rabbia di mio padre che si accingeva a seminare i prodotti per l'inverno.
Ho sempre amato la natura, la tranquillità che trasmette e quella sua capacità di stupirmi con i colori e le forme assai bizzarre che certi alberi e certi animali possono assumere.
Ripensandoci è come se nella mia vita ci siano delle cose, dei punti fissi, che mi accompagnano da sempre.
In primis la mia voglia di starmene da sola, o per meglio dire in compagnia del buon silenzio. Ero solita starmene ore ed ore sull'altalena, due corde alquanto precarie a cui era appesa un tavoletta di legno, ruvida e decisamente troppo piccola ma che non ha mai esitato a sorreggere il mio peso. Mi divertivo a mettermi a testa in giù, ad arrampicarmi sulla corda appesa al Noce, stile scoiattolo che deve raggiungere la cima dell'albero. Capitava anche che, per noia, mi rifugiassi tra i rami del Fico o della Magnolia, in compagnia di qualche buon libro fantasy e me ne stessi lì finchè qualcuno non mi veniva a recuperare per l'ora di cena..
Con gli anni il Noce, ormai diventato vecchio e corroso dal tempo, fu abbattuto e io dovetti accontentarmi di una curiosa amaca, gialla e per nulla comoda, piazzata tra due Aceri, uno rosso e uno verde, proprio davanti all'entrata di casa mia, forse per tenermi più sotto controllo (..). Abbandonai quindi i miei rifugi a qualche metro da terra per rilassarmi tra i due alberi, cullata dal lento dondolio della rete che talvolta mi dava una leggera nausea. Adoravo, e adoro tutt'ora, starmene fuori a leggere sotto l'ombra degli alberi, meglio se con una leggera pioggerellina che, non ho mai capito perchè, mi mette una strana e piacevole malinconia..

Secondo punto fisso: il verde. In tutte le sue sfumature, da piccola so per certo, non lo ricordo ma ho visto diversi disegni, scarabocchi, interamente verdi. Il sole era verde, erba, case e persone verdi, macchine verdi.. probabilmente ero decisamente ottimista e piena di speranza.. cosa che con gli anni è andata scemando ma comunque il verde permane tutt'ora. Dopo il nero, che non si può definire colore e blablabla, c'è il verde (pantone 371, o 2280) con le sue mille sfumature..

Terzo: i gatti. Tanti, troppi, bianchi, rossi, neri, certosini e a macchie. Io non credo di aver mai vissuto felini. Li adoro, sono così maledettamente opportunisti e snob, asociali ed eleganti; dormono e mangiano tutto il giorno e più ingrassano più sono belli.. indipendenti e poi hanno quel sesto senso che tanto vorrei avere..


9.12.18

Sfere meringate al limone e zenzero

"MOST THING LOOKS BETTER WHEN YOU PUT THEM IN A CIRCLE."
La perfezione del cerchio, di tutte le forme che vi si possono inscrivere all’interno, dei sapori che può racchiudere e dei segreti che può nascondere.

25.11.18

Pangoccioli e troppa poca pazienza

"Le cose belle hanno tempi lunghi", a volte.

In ogni caso io, la pazienza, temo di averla dimenticata in pancia di mamma. l'unica cosa che sono disposta ad aspettare è un pacco da Amazon, o qualsiasi altro negozio online.. tutto il resto del tempo passato ad aspettare è pressochè tempo perso, anzi.. non è perso, ma mal impiegato ecco. 
E giuro, ci provo sempre ad avere pazienza.. com'era? 

L’attesa del piacere è essa stessa un piacere. (Gotthold Ephraim Lessing)

ma proprio non ci riesco. Molto meglio il puro piacere. Punto.
Vorrei sempre tutto e subito e sistematicamente combino casini e devo ricominciare tutto dal principio. Un po' come per questa ricetta che so di aver provato e riprovato almeno 4 o 5 volte..
ottimo insomma
Aggiungiamo alla mia impazienza l'essere leggermente iperattiva (..dormire? what's the meaning of "dormire"?) e voilà: una vita mai tranquilla, qualche perdita di memoria qua e là, eccessive dosi di caffeina ma per il resto non mi lamento.
A mia discolpa c'è da dire che sono particolarmente testarda, e che quindi sbaglio, cado e mi rialzo.. talmente testarda che 9 su 10 vado a sbattere la testa esattamente nello stesso punto della volta precedente: forse è più corretto dire che sono testarda e mezza masochista.

Ricetta vecchia, di qualche anno fa, quando ancora avevo voglia di aspettare che il lievito facesse il suo dovere.
Capelli un po' troppo rossi, doppiepunte a iosa, luce decisamente invadente per i miei gusti, probabilmente erano già passate le 10 del mattino quando ho scattato, una sciarpa nera che non so più che fine abbia fatto e qualche anello di troppo (ma non sono così abile da eliminarlo con photoshop). 



Sono appena le 5 del mattino e nonostante oggi sia domenica il mio orologio biologico proprio non ne vuole sapere di riposare ancora un po'. Ho già fatto colazione, la doccia e pure bevuto il secondo caffè. Giro per casa in mutande e t-shirt perchè fortunatamente tutti dormono e nessuno mi può dire nulla. Fa freddino ma il caffè e la doccia bollente mi danno un po' di autonomia.

Ho fame, ancora.. ma so che è semplicemente noia la mia e decido quindi di dimenticarmene. Mi spalmo beatamente sul divano e navigo un po' tra le pagine di pinterest.. avrei voglia di preparare un bel dolce per la colazione tuttavia so che finirei per mangiarlo tutto io quindi forse è meglio evitare. Per qualche secondo mi sale la malsana idea di rifare queste soffici palline lievitate, ricchissime di cioccolato (avevo senza ombra di dubbio aumentato la dose dalla ricetta base, mi conosco).. Poi grazie al cielo mi ricordo che io, con i lievitati, proprio non ci vado d'accordo e che sicuramente mi risulterebbe più facile fare un sandwich con uova e bacon vista la mia voglia di stare in cucina dell'ultimo periodo. Quindi nada pangoccioli, andrò a prendere le brioches al bar che fanno sempre tutti felici: un krapfen, una integrale al miele, una vuota e quella al cioccolato.


06:06 esprimi un desiderio
-
07:07 esprimi nuovamente lo stesso desiderio [Ci sto mettendo una vita a scrivere oggi]

Pangoccioli: (ricetta di Simona Mirto: TavolaArteGusto)
non ho apportato alcuna modifica, ergo andate direttamente a leggerla da lei :)


Comunque ora vado, a prendere le brioches, a preparare la tavola per la colazione che poi oggi ho pure un mezzo colloquio di lavoro e poi dritta in palestra, caffè preworkout e ultimo allenamento della settimana, poi ancora spese e pranzo.
Per il pomeriggio si vedrà..
forse forse oggi ci scappa un libro
Dorian Gray potrebbe essere una buona idea.


Silvia

13.11.18

Jivara, fragola e tè ai frutti rossi

Sono seduta alla scrivania dello studio di mamma, circondata da penne di ogni genere, fogli di mille trame diverse, quadri finiti e mai appesi e libri, tanti libri.
Se solo riuscissi a darvi una vaga idea della quantità di informazioni che sono racchiuse in questa stanza  ne rimarreste piacevolmente stupiti: è un po' la biblioteca di casa.
Mi soffermo a guardare le mensole su cui sono, più o meno accuratamente, riposti e catalogati. Il mi sguardo si perde tra i vari titoli di libri e vecchie enciclopedie che aspettano solo di essere sfogliate.
Come spesso accade sono sola in casa, niente musica nè tv, solo le fusa del gatto che disturbano i miei pensieri e l'ispirazione che tarda ad arrivare..

6.11.18

Frollini al limone

Fuori piove ininterrottamente da ore, il rumore delle foglie degli alberi stropicciate dal vento si confonde con quello dell'acqua della fontana che sta in giardino, proprio sotto la finestra dello studio dal quale scrivo.
Non potevo sperare in un tempo migliore per spolverare vecchie mensole, sfogliare riviste dimenticate da anni sulla scrivania, rileggere e trascrivere appunti di ricette e guardare incuriosita strani disegni di dolci mai realizzati. E' ora e tempo di cambiare le lenzuola e far circolare un po' d'aria in questo spazio abbandonato.


31.1.16

Torta al latte caldo

Il caso non esiste.

Esiste la fortuna, il destino, la telepatia tra le persone, le giornate in cui ti va tutto storto, i periodi difficili da affrontare ma secondo me, il caso non esiste..

Non a caso pochi giorni fa è arrivato un pacco postale, non a caso c'era questo stampo, non a caso avevo questa torta nella "to do list" da un pezzo, non a caso ero in cucina da sola, non a caso sapevo già a chi l'avrei regalata e non a caso è a forma di cuore.. 

5.11.15

Stone jivara, lamponi e vaniglia e qualche cambiamento..

E' passato ormai un anno dall'ultima volta che vi ho raccontato una parte di me tra queste righe.. un anno in cui sono successe molte cose, in cui ho aperto gli occhi ed ho iniziato a vivere la mia vita.

Un anno di lavoro e di nuove amicizie, un anno in cui i dolci mi hanno tenuto compagnia ogni giorno e ogni ora mi regalavano qualche nuova soddisfazione. 
Sono tornata oggi non tanto per me e la mia voglia di scrivere quanto più per Voi. Voi che non avete smesso di scrivermi, voi che avete continuato a provare le mie ricette e a chiedermi consigli sull'esecuzione di una torta o dei deliziosi biscotti. 

7.11.14

Tarte au caramel salé par Sadaharu Aoki

Di tanto in tanto ritorno,
butto giù qualche bozza senza pensare troppo a cosa sto scrivendo,
leggo di voi e delle vostre vite e dopo poco ritorno alla mia routine quotidiana che troppo spesso mi sfugge di mano.
Ed è tra uno strato di frolla, uno di spumosa mousse al cioccolato uno di un cremoso e appiccicoso caramello salato che accendo 19 candeline, esprimo un desiderio e mi auguro davvero che quest'anno porti tante belle novità, soffio e..
tanti auguri a me!

30.9.14

Muffin integrali soffici ai mirtilli

 Passeggio spensierata per la solita piazza, calda e illuminata dal sole pomeridiano, brulicante di persone.. Gli espositori ci sono tutti, nessuno escluso, e chiamano a gran voce vecchi e bambini per vendere loro qualche antica cianfrusaglia da collezione.
Cammino e mi guardo attorno alla ricerca, come al mio solito, di qualche vecchio piatto francese dalle decorazioni blu, di una forchetta d'argento un po' rovinata dal tempo, di una bianca e piccola alzatina per le torte o di un corredo di tazzine per il tè delle cinque.
Vedo vasi e mobiletti, tavoli e sedie, tovaglie, libri, vinili e spille. Ammiro pentole, cappelli, borsette e stoffe.
Stoffe ricercate, colorate, pizzi e merletti, pesanti e leggere, dalle fantasie geometriche o floreali..

25.9.14

Confettura extra di more e anice stellato - nuova grafica

Delicatamente speziata, non troppo dolce.
Fatta con tanta pazienza e un pizzico di dolore.
L'ennesima confettura di more, questa volta all'anice stellato.